La Moldava di Bedrich Smetana

1964 – Età 12 anni

L’inizio è meraviglioso: tutte le note sono leggere e bizzarre. Ecco il fiume che scende a valle, il rivoletto sbarazzino con le acque saltellanti e limpide, mentre qualche corno, tra i monti richiama alla caccia. E’ magnifico il suo grido tra la tranquillità di questi. Poi ecco una effusione, come un trionfo la Moldava che s’ingrossa sempre più, fino a divenire un fiume grande e solenne, che ricorda la gloria e l’esalta. Questa musica, estasia il popolo Boemo, per il quale è la musica del ricordo, del ricordo della gloria.

E’ meravigliosa la musica che dolcissima, scorrevole e svelta, imita l’acqua che scende dalle aspre montagne, tra le verdeggianti foreste, tra i cinguettii degli uccelli. E’ tutta una musica solenne, descrittiva con le note alte e basse che si fanno corona e imitano sapientemente la tipica danza boema, la polka: il fiume in tutto il suo splendore, stra attraversando un paese in cui si sta manifestando la gloria di un matrimonio ballando. Il mio animo si innalza e tutto trema nell’udire questa musica meravigliosa, dolcissima, svelta e sbarazzina che interpreta la bellezza della nature a la gioia grande dei contadini. Ecco desso, il fiume che si avvolge nel mistero della notte, mentre le ninfe delle acque, intrecciano una danza fantastica, lunga, piena di un qualcosa di oscuro, di tenebroso, di vaporoso, di soprannaturale assieme.

E tutto è imitato dal suono dolcissimo e tranquillo delle arpe e dei violini. E tutta questa musica dolcissima è espressa con bellissime note: mi sembra di vedere le belle ninfe snelle e svelte, dalle lunghe chiome fluenti, baciate dai raggi argentei della Luna. E danzano in una danza immaginaria che intreccia gioie, dolori, speranze e trionfi in un’unica grande corona. Ecco echeggia il suono stridulo e possente dell’acqua nelle rapide, tutta tumultuosa e coinvolta in gorghi e mulinelli, ed è espressa con una musica che sembra il seguo del trionfo, ed è grandiosa prolungata, metallica, impressionante.

E l’acqua con tono grandissimo scende giù dalle rocce, forzata e rimbombante, libera e devastatrice. Ma ecco l’aspetto della città, la Moldova entra in Praga con un grido ultimo, infinitio, grandissimo, di vittoria, di gloria, ricca di ricordi e di storia, di imprese coraggiose ed è possente la musica che rievoca per ultimo, come risonante nel silenzio dell’infinito, due note alte e grandissime, in un grido ricco d’una maestosità che non si potrebbe interpretare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...